Mild hybrid, plug-in e full hybrid, quali sono le differenze tra un tipo di motore ibrido e l'altro. I vantaggi e gli svantaggi tra le diverse soluzioni tecniche. Una guida approfondita per saperne di pi¨´
Il mercato scrive le sue regole. La corsa dell¡¯auto ibrida ¨¨ iniziata nel 1997 con l¡¯idea stessa di elettrificare il classico motore a combustione, aggiungendo un supplemento di spinta per diminuire i consumi e aumentare le prestazioni. Quella corsa ¨¨ andata lontano. Nel primo trimestre 2023 in Italia le immatricolazioni di auto ibride full e mild sono salite del 33,3%, a quota 154.735 unit¨¤, mentre le ibride plug-in sono aumentate dell'11% con 19.090 esemplari (in controtendenza con la media dell'Unione europea, dove nei primi due mesi, ultimi dati disponibili, ¨¨ stato registrato un calo, -7,4%, con 57.569 auto vendute). In Italia i risultati specifici parlano del successo costante della soluzione mild hybrid, al 26,2% del totale del mercato da gennaio a marzo, con le full hybrid che salgono al 9,6% e le plug-in in crescita al 4,4%.??La quota complessiva delle auto ibride ha superato cio¨¨ il 40%, ma ¨¨ giusto allora spiegare le differenze tra le varie soluzioni protagoniste di una corsa che sembra ormai inarrestabile. Le ibride non sono affatto tutte uguali.

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