Chi ne soffre ¨¨ vittima di attacchi di sonno improvvisi dopo i quali si sveglia riposato, ma spesso la malattia ¨¨ sottovalutata: ecco i consigli dellĄŻesperto
Pur essendo stata scoperta alla fine dellĄŻOttocento, ancora oggi la narcolessia ¨¨ una malattia a cui spesso non si prestano le attenzioni che meriterebbe. Infatti, in molti casi la diagnosi ¨¨ tardiva e viene posta a distanza di 5-10 anni dalla comparsa dei sintomi. Anche per le serie conseguenze che pu¨° avere se non curata a dovere (incidenti, infortuni...), tale patologia non andrebbe invece trascurata.
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cos'¨¨ la narcolessia
ĄŞ ?Se normalmente i confini fra il sonno e la veglia sono ben definiti, in chi soffre di narcolessia cĄŻ¨¨ una sorta di zona grigia, in cui ¨¨ come se questi due stati tra loro contrapposti si sovrapponessero. Ą°Le persone con questa malattia tendono a essere vittima di improvvisi addormentamenti durante il giorno, mentre durante il sonno notturno si verificano delle ĄŽintrusioniĄŻ della vegliaĄą conferma il professor Luigi Ferini Strambi, ordinario di Neurologia della Facolt¨¤ di Psicologia dellĄŻUniversit¨¤ Vita-Salute San Raffaele e primario del Centro di Medicina del Sonno dellĄŻIrccs Ospedale San Raffaele di Milano. Al risveglio dallĄŻaddormentamento improvviso si pu¨° essere vittima della paralisi del sonno. Tale problema consiste nellĄŻimpossibilit¨¤, appena svegli, di muoversi e parlare, nonostante si cerchi di farlo. Inoltre, la narcolessia pu¨° causare allucinazioni ipnagogiche: in pratica, sembra di sognare non appena si chiudono gli occhi. Questa malattia ¨¨ abbastanza rara (colpisce 3-4 individui ogni diecimila); anche se pu¨° comparire in qualsiasi fase della vita, lĄŻet¨¤ tipica di esordio ¨¨ quella compresa fra i 15 e i 18 anni. Inoltre, la narcolessia ¨¨ contraddistinta da un sonno notturno disturbato e, quindi, da un riposo di cattiva qualit¨¤. Al tempo stesso per¨°, per quanto brevi gli improvvisi attacchi di sonno che si verificano nel corso della giornata sono ristoratori.
i due tipi di narcolessia
ĄŞ ?Esistono due tipi di narcolessia, che hanno in comune i sintomi finora elencati ma che si differenziano per alcuni aspetti sostanziali. La narcolessia di tipo 1 ¨¨ caratterizzata da una scarsa produzione da parte dellĄŻipotalamo di orexina, un neuromediatore della veglia. Oltre agli attacchi di sonno questa forma di narcolessia causa anche cataplessia. Ą°La cataplessia consiste in unĄŻimprovvisa perdita del tono muscolare a seguito di unĄŻemozione particolarmente intensa. A volte ¨¨ parziale e coinvolge soltanto i muscoli del collo; in questo caso, la testa ĄŽcadeĄŻ in avanti. Altre volte ¨¨ invece totale; in tali circostanze, il cedimento delle gambe fa cadere a terraĄą spiega il professor Ferini Strambi. Nella narcolessia di tipo 2, le cui cause non sono ancora ben chiare, non si verifica invece cataplessia.
diagnosi e cure
ĄŞ ?Gli episodi di cataplessia sommati agli addormentamenti improvvisi rendono piuttosto semplice la diagnosi della narcolessia di tipo 1. A volte, per¨°, si effettua una puntura lombare per valutare i livelli di orexina. In caso di sospetta narcolessia di tipo 2, invece, si sottopone la persona al multiple sleep latency test (test delle latenze multiple), da ripetere 5 volte nellĄŻarco della giornata. Con questo esame si pu¨° osservare se lĄŻindividuo si addormenta con facilit¨¤ e se entra velocemente nella fase di sonno REM, quella in cui si sogna. Per curare la narcolessia ci si avvale di terapie sia farmacologiche sia non farmacologiche. Per tenere sotto controllo la sonnolenza diurna ci sono varie opzioni, dal Ą°vecchioĄą modafinil ai pi¨´ recenti pitolisant e solriamfetolo. Se la persona manifesta anche cataplessia si valuta lĄŻuso di farmaci, come il sodio oxibato, utili a tenere sotto controllo questo sintomo. Ą°Altrettanto importante ¨¨ la terapia non farmacologica, che consiste nel cercare di dormire in modo regolare, cos¨Ź da non peggiorare la sonnolenza diurna, e di programmare brevi sonnellini nellĄŻarco della giornata. Attraverso questi riposini lĄŻorganismo riesce a scaricare lĄŻimpellente necessit¨¤ di dormireĄą conclude il professor Ferini Strambi.
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