Luci e ombre dal Global Automotive Outlook di Alix Partners: le vendite da qui al 2024 sono destinate a crescere. Ma tra mille problemi, in particolare l'enorme aumento nel costo delle materie prime necessarie a produrre le batterie per le auto elettriche. Si stimano investimenti globali per la conversione produttiva in oltre 500 miliardi di dollari
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A leggere l¡¯edizione 2022 del Global Automotive Outlook di AlixPartners, societ¨¤ di consulenza globale, il futuro prossimo dell'automotive non ¨¨ terribile. C'¨¨ la quasi certezza di un 2022 in lieve flessione sulla stagione precedente (79 milioni di vendite nel mondo contro 80: nel 2019 furono 90 i milioni), ma si preannuncia un recupero marcato nel 2023 e nel 2024, rispettivamente a 87 e 95 milioni di veicoli per effetti diversi: rimbalzo del mercato europeo e di quello americano - guidato dalla progressiva maggiore domanda e disponibilit¨¤ di componenti, ferma restando la difficolt¨¤ sino al 2024 - insieme a una ulteriore crescita del mercato cinese che superer¨¤ la soglia di 30 milioni di veicoli nel 2026.?In questo contesto il mercato italiano ¨C atteso nel 2022 sui 1,5 milioni di veicoli (-0,6 milioni e ¨C 28% rispetto al 2019) ¨C ¨¨ previsto in recupero a 1,8 milioni di veicoli solo nel 2025. Con Una quota comunque inferiore di 300 mila veicoli rispetto al 2019, ultimo anno felice.?
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FORNITORI A RISCHIO
¡ª ?Il rapporto di Alix Partners sottolinea che questo recupero, anche se positivo, non sar¨¤ privo di conseguenze. Il contesto molto complicato (basti pensare all'effetto della guerra in Ucraina), insieme alla pressione sui costi delle materie prime e dei trasporti che ha impattato maggiormente i fornitori, rappresenta una colossale sfida per un settore che nei prossimi cinque anni investir¨¤ 526 miliardi di dollari per supportare lo sviluppo e il passaggio ai veicoli elettrici a batteria. Secondo l'analisi, la transizione, che si svolge in un contesto di prospettive economiche in calo, potrebbe costare alle case automobilistiche e ai fornitori 70 miliardi di dollari se non gestita correttamente. A pagare di pi¨´ sarebbero i secondi, particolarmente vulnerabili con l'ingresso di nuovi concorrenti, tra cui i fornitori di batterie e tecnologie, e con la scelta delle case di produrre in proprio un numero maggiore di nuovi componenti per convertire gli impianti e le competenze del personale ai veicoli elettrici. Secondo AlixPartners, i fornitori sembrano avere accesso solo al 28% del valore di produzione dei nuovi powertrain.
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COSTI ELEVATI
¡ª ?Quanto alle auto elettriche, secondo le ultime previsioni di AlixPartners, la recente conferma del programma Fit for 55 in Europa supporter¨¤ un ulteriore incremento e accelerazione della loro penetrazione in Europa, sino a rappresentare il 44% e l¡¯83% sul totale delle vendite rispettivamente nel 2028 e nel 2034. In Italia ¨¨ previsto che i veicoli a batteria passino dal 4% del 2021 al 54% nel 2030 ¨C inferiore agli altri principali Paesi europei ¨C per convergere nel 2035 ai valori definiti dal Fit for 55. La crescita del mercato delle vetture elettriche, sar¨¤ ostacolata da un costo delle materie prime superiore (24 mila euro medi per una Bev contro 15 mila euro per una vettura con motore a combustione) e in aumento ulteriore per effetto del costo delle batterie. Anche perch¨¦ il trend di diminuzione si potrebbe temporaneamente invertire per effetto dell¡¯aumento di alcune materie prime come nickel e cobalto di cui la Russia ¨¨ un grande produttore. Un dato del rapporto colpisce particolarmente: con 3.662 dollari per veicolo (negli Stati Uniti), il contenuto di materie prime in un veicolo a motore tradizionale ¨¨ quasi raddoppiato rispetto ai livelli pre-pandemici. Sembra tanto ma ¨¨ poco rispetto al contenuto di materie prime delle auto elettriche, che ora ¨¨ di 8.255 dollari per veicolo. La disparit¨¤ ¨¨ determinata soprattutto dai prezzi di cobalto, nichel e litio.
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