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Il GPS: quando usarlo, quando ¨¨ meglio evitare e... Tutto quello che c'¨¨ da sapere
Poco pi¨´ di una decina d¡¯anni fa iniziavamo a vedere i primi modelli. Decisamente pi¨´ ingombranti e pesanti, ma anche innegabilmente meno trendy, rispetto a quelli di oggi. Vent¡¯anni fa, non sapevamo neanche della loro esistenza. Stiamo parlando degli orologi GPS, acronimo inglese che significa Global Positioning System ovvero Sistema di Posizionamento Globale.
Al giorno d¡¯oggi sono davvero diffusissimi tra runners e sportivi, anche se probabilmente non tutti sanno come funzionano. Una tecnologia sviluppata negli anni Settanta dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e diffusasi poi in ambito civile a partire dagli anni Novanta. Ma cosa succede quando ¡°accendiamo¡± il nostro orologio satellitare?
GPS: come funziona?
¡ª ?Senza scendere troppo nei dettagli, la tecnologia GPS sfrutta una rete di satelliti che orbitano intorno alla Terra, i quali individuano il nostro dispositivo (che al suo interno ¨¨ dotato di un rilevatore GPS), inviando cos¨¬ informazioni a delle stazioni terrestri che, a loro volta, elaborano i dati ricevuti per poi inviarli all¡¯apparecchio connesso. Chi utilizza regolarmente un dispositivo del genere, avr¨¤ letto qualche volta anche la parola ¡°GLONASS¡± (GLObal NAvigation Satellite System), il sistema satellitare di navigazione globale russo. Anche in questo caso, si tratta di un¡¯altra rete di satelliti che permette la localizzazione del nostro dispositivo per poi avere tutti quei dati che andiamo a leggere sull¡¯orologio. Le due tecnologie, per quanto analoghe, sono complementari. L¡¯utilizzo di entrambe permette quindi una maggiore accuratezza nelle varie rilevazioni, a scapito di un consumo pi¨´ elevato della batteria. Di recente, ai due storici sistemi satellitari si ¨¨ aggiunto Galileo (GNSS), il sistema satellitare di marca UE, utilizzato per¨° in pochi modelli ¨C solitamente quelli della gamma outdoor. In ogni caso, ¨¨ importante notare come, per poter ricevere le coordinate GPS, un ricevitore deve riuscire ad ¡°agganciare¡± almeno 4 satelliti.
Ma cosa permette di misurare oggi un orologio GPS?
¡ª ?Se in ambito civile la tecnologia aveva, almeno all¡¯inizio, finalit¨¤ legate alla navigazione (marittima, aerea e terrestre), con l¡¯approdo all¡¯ambito sportivo le esigenze del consumatore sono risultate senz¡¯altro diverse. I primi modelli, molto pi¨´ semplici, avevano quelle che potremmo definire ¡°metriche di base¡±, ovvero oltre al calcolo del tempo ¨C comune a tutti i cronometri ¨C permettevano il calcolo della distanza percorsa e dell¡¯andatura, il ritmo che si tieni durante la corsa. Col tempo, quello che ci consente di analizzare e fare un orologio GPS ¨¨ cresciuto a dismisura. Ad esempio, con l¡¯ausilio di una fascia cardio ¨¨ possibile avere stime riguardo al massimo consumo di ossigeno (VO2 max), tempo di recupero necessario, ma anche indicazioni riguardo la qualit¨¤ del nostro allenamento (ovvero se pi¨´ spostata verso il versante aerobico piuttosto che quello anaerobico) e previsioni di gara. Tra l¡¯altro, bisogna osservare che con i modelli di ultima generazione la fascia cardio risulta sempre meno richiesta, vista la capacit¨¤ di questi ultimi di rilevare la frequenza cardiaca al polso.
I pareri
¡ª ?I pareri a riguardo, per¨°, non sono unanimi: c¡¯¨¨ ancora chi preferisce utilizzare la ¡°vecchia e cara¡± fascia. Oltre agli indicatori gi¨¤ citati, se ne aggiungono tanti altri come la cadenza, la lunghezza del passo, l¡¯oscillazione verticale. Esistono poi delle funzioni che non sono legate all¡¯analisi dell¡¯allenamento ma che trovano un maggiore impiego nell¡¯ambito escursionistico o nella corsa in natura, come pu¨° essere un trail. Stiamo parlando, ad esempio, delle funzioni di ¡°alba e tramonto¡±, ¡°back to start¡±, ¡°dislivello¡±, piuttosto che le mappe cartografiche o della funzione ¡°ultratrac¡± (la possibilit¨¤ di registrare i dati dei sensori e i punti traccia con una frequenza inferiore, sacrificando la precisione e ottimizzando il consumo di batteria. Una funzione vitale in tutti quei contesti ¨C come un trail ¨C in cui si deve utilizzare l¡¯orologio per diverse ore).
Non solo sport ma anche fitness. A queste metriche e funzioni se ne affiancano altre di carattere meno sportivo come l¡¯analisi del sonno, i passi giornalieri compiuti, le calorie consumate in un giorno ma anche la possibilit¨¤ di essere connessi col proprio smartphone, vedendo cos¨¬ chiamate, messaggi, mail, notifiche o ascoltare musica. Praticamente un incubo per chi vuole sfruttare l¡¯attivit¨¤ sportiva per avere un momento tutto per s¨¦ ed estraniarsi dal mondo; un sogno, invece, per chi vuole essere sempre connesso. Verrebbe da chiedersi: cosa non riesca a fare un orologio GPS. Di sicuro si possono anche effettuare dei pagamenti, tramite la funzione di pagamento contactless.
Come e quando si utilizza?
¡ª ?Dopo questa lunga disamina sui dispositivi e la tecnologia impiegata, veniamo al loro utilizzo. Quando utilizzarlo? Sicuramente l¡¯orologio GPS pu¨° essere un validissimo alleato durante i nostri allenamenti su strada. Che sia un¡¯uscita tranquilla o pi¨´ impegnata, soprattutto se ci troviamo su percorsi che non conosciamo o che non sono misurati, avere delle indicazioni riguardo la distanza che abbiamo percorso e il ritmo che abbiamo tenuto pu¨° essere del tutto utile. Il consiglio, per¨°, ¨¨ quello di analizzare questi dati a fine corsa. Durante l¡¯attivit¨¤ ¨¨ sempre meglio non essere troppo condizionati dai dati offerti dal GPS. Inoltre, la funzione ¡°autolap¡± permette di impostare il proprio orologio con dei rilevamenti parziali sulla distanza che preferiamo. Se si imposta questa utile funzione sulla distanza di 1.0 chilometri, avremo dei rilevamenti esattamente ad ogni chilometro della nostra corsa.
Quando, invece, sarebbe meglio non utilizzare la rilevazione satellitare?
¡ª ?Sicuramente in pista. Durante un allenamento sul tartan ¨¨ del tutto inutile considerare i dati di distanza e ritmo. Quando si gira sull¡¯anello di 400 metri ¨¨ sufficiente guardare i tempi che si registrano nelle distanze in cui siamo impegnati, utilizzando il nostro dispositivo come semplice cronometro. Un altro allenamento dove risulta superfluo attivare l¡¯orologio GPS sono gli sprint in salita, dove a causa della brevit¨¤ e intensit¨¤ dello sforzo non ¨¨ necessario analizzare le nostre prove in termini di distanza o ritmo. Piuttosto, in questo caso, sarebbe molto pi¨´ utile utilizzare un cardiofrequenzimetro. Al massimo, l¡¯orologio satellitare torner¨¤ utile per misurare il tratto da correre, prima di svolgere l¡¯allenamento. Infine, anche in gara sarebbe preferibile correre maggiormente seguendo le proprie sensazioni piuttosto che la scia degli avversari. Certo, il fatto di non controllare il nostro ritmo ci potr¨¤ anche portare, alle volte, ad esagerare, finendo la benzina troppo presto e avendo dei finali di gara o allenamento ¡°in salita¡± ¨C anche quado la strada sar¨¤ in piano. Ma solo cos¨¬ riusciremo a fare quell¡¯esperienza necessaria per acquisire sensibilit¨¤ al ritmo e per conoscere quali sono i nostri limiti.
Insomma, l¡¯orologio GPS rimane un ottimo strumento da utilizzare durante l¡¯attivit¨¤ sportiva. Sta a noi sapere quando staccarcene e quando, invece, servircene. Dipendenza e idolatria spettri sono i due da evitare.
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