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Djokovic guida la Serbia: "Con Sinner un altro show". Ecco i nostri avversari
Un uomo in missione e un popolo in adorazione che attende lĄŻapertura delle acque dal suo profeta. Mezzogiorno di fuoco. Domani in semifinale lĄŻItalia non affronter¨¤ soltanto Djokovic, il pi¨´ forte giocatore del mondo e forse di tutti i tempi, ma una nazione intera di cui Novak ¨¨ lĄŻeroe indiscusso, un condottiero senza macchia e senza paura. E in 12 giorni, da Torino a Malaga, il grande spettacolo del tennis offrir¨¤ la terza scintillante sfida tra lui e Sinner, indubbiamente i due protagonisti pi¨´ attesi delle Finali spagnole e i fenomeni che stanno decisamente segnando il tramonto di questa stagione.?
maestro
ĄŞ ?Il Djoker, che aveva messo lĄŻInsalatiera tra i grandi obiettivi dellĄŻanno, dopo lĄŻunico trionfo del 2010 che per sua stessa ammissione gli cambi¨° la carriera, per non instillare dubbi su come affronter¨¤ il proposito, in pratica ¨¨ rimasto alla finale di Torino. Nel senso che, come domenica scorsa, praticamente non ha fatto toccare palla a Norrie, lĄŻavversario di giornata, nei suoi turni di battuta e, con lĄŻaggressione costante nei game di risposta, ha dominato lĄŻinglese dallĄŻinizio alla fine, praticamente azzerando ancora una volta gli errori gratuiti. Una macchina senza alcuna imperfezione: "Non affrontavo un giocatore mancino da un poĄŻ di tempo, sono stato bravo ad adattarmi. Sto servendo molto bene, non importa se ho riposato solo un giorno e mezzo dopo le Finals, ¨¨ lĄŻultima settimana della stagione. Sono qui con i miei figli, vorrei festeggiare con loro". Novak non perde un match di Davis da 12 anni, settembre 2011, sconfitto da Del Potro nella semifinale persa contro lĄŻArgentina. Da allora, sono 21 successi consecutivi: "Sar¨¤ bello ritrovare Sinner, lĄŻho visto giocare qui ed ¨¨ sempre in grandissima forma, sicuramente ne uscir¨¤ unĄŻaltra partita spettacolare. E poi lĄŻItalia ha una grande tradizione nel tennis e sta vivendo una grande passione, non vedo lĄŻora di tornare in campo".?
Il contorno
ĄŞ ?Certamente, il confronto tra Jannik e il Djoker polarizzer¨¤ lĄŻintera sfida tra gli azzurri e i serbi, ma la bilancia pender¨¤ a favore della squadra che sapr¨¤ trovare il secondo violino da affiancare ai formidabili direttori dĄŻorchestra oppure, se sar¨¤ decisivo il doppio, lĄŻalchimia perfetta tra la coppia da schierare. Ieri, ad esempio, capitan Troicki, che da giocatore diede il punto decisivo nella storica vittoria del 2010, ha scelto a sorpresa Kecmanovic come primo singolarista, cio¨¨ il giocatore con la classifica peggiore dei tre dietro Djokovic, nonch¨Ś reduce da tre eliminazioni al primo turno negli ultimi tre tornei, ricavandone invece una prestazione superba. Magia della Davis e indubbiamente della presenza di Nole, che ammanta di unĄŻaura di sacralit¨¤ tutti i compagni. I nostri avversari, tuttavia, hanno compiuto una scelta precisa: non cĄŻ¨¨ nessuno specialista del doppio e in caso si affideranno alla volont¨¤ messianica di Djokovic insieme a un altro da scegliere allĄŻultimo. Nel 1976, sulla strada verso il nostro unico successo in Davis, lĄŻItalia nei preliminari batt¨¨ la Jugoslavia, antenata di questa Serbia. Chiss¨¤ se la memoria baster¨¤ a depotenziare Nole e i suoi fratelli.
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