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Drudi: "Io, Valentino-Picasso, i suoi caschi. E quella volta che mi bocci¨°"
Amico, confidente, pigmalione, disegnatore, ma soprattutto creatore di quelle opere d'arte chiamate caschi che Valentino Rossi ha indossato e fatto sfrecciare per le piste di tutto il mondo nella sua incomparabile carriera. Aldo Drudi e la testa di Valentino Rossi sono la stessa cosa, nel senso che il famoso designer l'ha decorata, e protetta, con grafiche che hanno fatto storia. Anche se nella variegata attivit¨¤ di Aldo Drudi non mancano progetti legati a moto, nautica e aerei, le livree di Valentino sono il marchio di fabbrica che ha reso celebre questo designer romagnolo. Ed ¨¨ da qui che partiamo per una chiacchierata molto divertente.
Aldo Drudi, quando un artista cessa la sua attivit¨¤ le sue opere aumentano di valore: con il ritiro di Valentino Rossi lei quindi potrebbe monetizzare molto bene i tanti caschi che ha realizzato per lui?
"Diciamo che ogni volta che vado in ufficio e osservo la mia collezione di caschi realizzati ¨¨ come se vedessi anche una polizza di assicurazione se le cose dovessero andarmi male. Ma non li venderei mai: hanno un valore affettivo enorme, alcuni li abbiamo solo io e Valentino".
Quelli in duplice copia sono quindi i pi¨´ preziosi?
"S¨¬, funziona cos¨¬: uno ¨¨ di Valentino e l'altro, quello di riserva che di solito si vede nel box di fianco al pilota, ¨¨ per me. Negli ultimi tempi poi un terzo ¨¨ finito all'azienda che li fabbrica, come prototipo per realizzare le repliche, e un quarto pu¨° andare allo sponsor, ma ¨¨ una cosa che gestisce Rossi".
Lei per¨° per Vale ¨¨ stato molto pi¨´ di un grafico: una sorta di pigmalione che lo ha aiutato agli inizi. Anche per questo siete cos¨¬ legati?
"? innegabile, abbiamo un rapporto stretto. Quando era un ragazzino che voleva entrare nel Mondiale lo indirizzai verso il manager numero 1, Carlo Pernat. Lo conosco da bimbo perch¨¦ ero amico di suo pap¨¤ Graziano e frequentavo molto la sua famiglia".
Si ricorda come ¨¨ nato il primo casco?
"Certo: lui lo voleva gi¨¤ per l'Europeo, ma promisi di farglielo solo per il suo arrivo nel Mondiale. Era giallo e nero con il sole e la luna. Quella grafica ha una storia. La fidanzata di un mio amico, Jumbo, si fece tatuare il suo profilo: Vale lo vide, gli piacque e volle che la grafica della sua luna fosse simile. Io poi ci ho aggiunto il sole con stile analogo: rappresentano il contrasto fra il giorno, il momento in cui Valentino ¨¨ irrefrenabile, e la notte che ha una dimensione per lui pi¨´ riflessiva".
Il giallo per Valentino ¨¨ una costante, lo ha messo pure nel suo nome, 'valeyellow', su twitter.
"? un colore acido che mi ¨¨ sempre piaciuto molto. Ai miei inizi, ricordo che nel Mondiale lo port¨° Kenny Roberts che aveva il casco e pure la Yamaha di quel colore. Io iniziai a fare delle personalizzazioni gialle per Kevin Schwantz e quando lui smise dissi a Vale, che stava iniziando, che poteva prenderne le consegne. Da piccolino Valentino correva infatti proprio con il casco di Schwantz con una tartaruga di pezza attaccata sopra".
Passiamo in rassegna i caschi: il pi¨´ difficile da realizzare?
"Uno mi ¨¨ stato bocciato: riguardava il tema del quarto posto e della medaglia di legno, ma quando lui lo vide disse subito 'non mi piace'. Fu uno shock, ma la regola ¨¨ che devi mettere in atto l'idea del pilota perch¨¦ per i 40 minuti di gara e anche oltre ¨¨ quella la sua faccia ed ¨¨ a lui che deve piacere. In quel caso l'ho dovuto rifare in modo pi¨´ sfumato".
Il pi¨´ complicato?
"Quello per i suoi 40 anni, con tante spennellate, che us¨° nei test invernali 2019: fu un grande successo, ma anche molto laborioso da realizzare".
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Quello cui lei ¨¨ pi¨´ legato?
"Mi ha emozionato quello che ha usato al Mugello 2002 che riprendeva la grafica usata da suo padre Graziano: era un tributo al padre e per me aveva una valenza affettiva particolare".
Il pi¨´ surreale?
"Quello con il suo faccione dipinto per il Mugello 2008, oppure il 'Mugiallo'. Ma anche l'ultima mucca del Mugello ¨¨ stata una bella sortita...".
Il pi¨´ pregiato?
"Sono legatissimo al Wish you were here dedicato a Marco Simoncelli sulla base della musica dei Pink Floyd: lo lavoravo ascoltando quella canzone e mi commossi perch¨¦ fu molto toccante. Quella del Sic ¨¨ stata una perdita atroce: tutti noi dopo la sua morte ci chiedevamo che senso avesse andare avanti a continuare a fare quelle cose".
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Quello di maggiore impatto per i tifosi?
"Quello con il cuore, al Mugello 2007: un segno di amore verso i tifosi, per dire loro 'vi voglio bene'. Non una banalit¨¤, ma un gesto profondo".
Il pi¨´ popolare?
¡°Di Vale non so, forse un sole&luna; per me di certo le livree che ho fatto per Kevin Schwantz o Mick Doohan che sono stati i caschi pi¨´ venduti a livello di repliche".
Il pi¨´ geniale?
"Quello con le impronte dei suoi familiari, amici e meccanici, un modo per trasmettergli energia: fu complicato perch¨¦ erano impronte reali, ma alcuni erano in Australia e mi mandarono foto o fotocopie delle loro impronte".
C¡¯era pi¨´ attesa per i suoi caschi o per le scenette dopo le vittorie?
"Spesso erano collegati: si pensava con il Fan club a una scenetta e partecipavo pure io. La scena della pip¨¬ a Jerez, nel bagno chimico a bordo pista, ad esempio gliela avevo suggerita io dopo le prove".
C'¨¨ un casco rimasto nel cassetto?
"No. Avevamo pensato di togliere quello con l'elsa della spada perch¨¦ arrivava dopo la caduta di Valencia 2006, ma a Valentino piacque tanto e decise di usarlo lo stesso come simbolo del cavaliere che vuole riprendersi il titolo".
Per l'ultima Misano cosa c'¨¨ da aspettarsi?
"Misano e Valencia saranno dei momenti importanti, ma lo lascio tranquillo per decidere: con la vecchiaia Valentino ¨¨ diventato pi¨´ saggio e ti d¨¤ anche pi¨´ tempo per elaborare".
Ecco, quanto tempo le serve per realizzare un casco?
"Parlarne la settimana prima che arrivi il GP sarebbe un lusso: spesso non ho avuto questo tempo. Poi va visto se ci devo mettere del mio per la grafica o serve giocare con le foto. Dipende da quanto ¨¨ elaborato".
Una volta al Mugello con i tempi stavate arrivando lunghi...
"Fu per il casco con il suo faccione sgranato: mercoled¨¬ sera ¨¨ nata la decisione e venerd¨¬ era in pista".
C'era un'alternativa in quel caso?
"Certo, un casco con la scritta 'scusate non ci ¨¨ venuto in mente nulla'. Per¨° la teniamo ancora l¨¬ in serbo, non si sa mai...".
Anche dietro le varie frasi di Valentino come ¡®Rossifumi', 'Trib¨´ dei Chihuahua' e 'WLF' c'¨¨ la sua mano?
"Rossifumi nasce dall'amore di Vale per Norifumi Abe dopo un GP di Suzuka visto all'alba in tv; Chihuahua ¨¨ l'importanza della sua cerchia di amici cui ¨¨ legato da anni; WLF, invece, ¨¨ un riferimento al nostro interesse comune per il sesso femminile, ma va visto nell'ottica bonaria di quei tempi, oggi apparirebbe diversamente".
Cosa sar¨¤ adesso il Motomondiale senza Valentino?
"Molti stanno ancora cercando di capire cosa sar¨¤, ma per me molte cose sono gi¨¤ al limite. Parlo della gestione del Motomondiale, dell'impostazione delle dirette e di un'informazione che dovrebbe essere pi¨´ formale, senza tante notizie urlate e poi magari smentite. Poi mi pare che siano trattati tutti come fenomeni, ma nessuno lo ¨¨ davvero, e che tutti siano subito veloci senza saperne il perch¨¦. Sulla sicurezza, poi, siamo al limite: basta vedere cosa succede in Moto3, le vie di fuga delle piste o la velocit¨¤ delle moto. Sono davvero necessarie le moto da 360 km/h? Capisco che il progresso avanza, ma cos¨¬ poi non ti basta pi¨´ nulla e non si fissano pi¨´ limiti".
Come ha vissuto l'addio di Valentino?
"Il contesto non ha aiutato: per l'addio di Schwantz c'era una sala stampa in piedi ad applaudire per 5 minuti; per Valentino una stanzetta con quattro giornalisti e pochi altri... Speravo si commuovesse, ma lui le cose se le tiene dentro".
C¡¯¨¨ qualcosa del suo annuncio che l¡¯ha sorpresa?
"Vale ¨¨ un duro, un lusso che non ha mai potuto avere ¨¨ quello di piangere: non glielo ho mai visto fare nonostante sia stato spesso a contatto con il dolore. Nell'annuncio ha scelto la sua solita difesa con il mondo rifugiandosi nella leggerezza e l'ha messa gi¨´ con la consueta levit¨¤".
Il pi¨´ grande insegnamento che le ha dato Valentino?
"La consapevolezza. Si ¨¨ sempre preso le proprie responsabilit¨¤: non scaricava le cose sugli altri senza aver fatto prima autocritica. Sapeva che dalle sue decisioni scaturivano risultati importanti per molti e si regolava cos¨¬".
A titolo personale come definisce Valentino?
"Un duro con passaggi di raffinata dolcezza, per quanto mi riguarda. Nell'ultima conferenza, poi, ho realizzato di aver avuto la fortuna di aver lavorato con un gigante. Come sportivo e come uomo".
Vale ¨¨ un artista della moto, non ci piove, se fosse stato un musicista cosa sarebbe stato?
"Questa ¨¨ una domanda grandiosa: direi un jazzista perch¨¦ nel jazz devi conoscere tutti i dettagli delle musiche per poi fare il tuo numero e Valentino possiede la capacit¨¤ di gestire tutto, sfoderando poi per¨° quell'assolo che ¨¨ solo opera tua".
E se Vale fosse stato un pittore?
"Direi Picasso: sapeva disegnare e dipingere in modo classico, ma fino a interpretare le figure quasi distruggendole. Quindi parliamo di un livello pi¨´ alto. Per essere grandi, in fondo, si deve essere un po' pazzi".
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