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Super Cavendish fa il bis
Armstrong, prende 41" ai big
Tour, terza tappa: a 30 km dall'arrivo attacco della Columbia che spacca il gruppo, poi Mark domina la volata. Armstrong e la maglia gialla Cancellara guadagnano 41'' su Contador e gli altri big di classifica, che pagano cara la disattenzione. Il texano: "Perchè Contador è rimasto indietro? Bisogna chiederlo a lui. Davanti abbiamo tirato perchè ero l'unico uomo di classifica. Ho vinto 7 Tour, merito rispetto"
LA GRANDE MOTTE (Fra), 6 luglio 2009 - Vittoria di Mark Cavendish: prevista. Tutto il resto: imprevisto. La vittoria è in volata, of course. Tutto il resto succede a 30 km dall’arrivo. Curva, spartitraffico con marciapiede, vento: una triade micidiale. Davanti c’è la Columbia High Road, la squadra di Mark il Cavernicolo. Sta per acciuffare i quattro fuggitivi di giornata: i francesi Dumoulin e Bouet (22 anni, il secondo più giovane del Tour), lo spagnolo Perez Moreno e l’olandese De Kort, evasi al pronti-via, e con quasi 13’ di vantaggio dopo 43 km. Il gruppo, compatto, si spezza. Una ventina di corridori davanti, arrapati, gli altri dietro, sorpresi. La notizia è che, davanti, fra gli arrapati, oltre ai nove Columbia, ci sono la maglia gialla Cancellara, tre Astana (Armstrong, Popovych e Zubeldia), due Cervélo (Hushovd e Roulston), due Milram (Wegmann e Gerdemann), cinque Skil-Shimano, più altri sciolti fra cui l’altro giapponese (Beppu). Vuole dire che, dietro, fra i sorpresi, ci sono Contador, Leipheimer e Kloeden, Andy Schleck e il resto della Saxo Bank, che aveva gestito la corsa fino a quando è entrata in azione la Columbia, Evans, Sastre e Menchov, Kreuziger e Nibali, e tutti gli altri 14 italiani (fra cui Bruseghin, caduto ai -55 dall’arrivo: nessuna grave conseguenza).
PAURA E SMARRIMENTO — Davanti procedono spediti come in una cronosquadre, dietro s’interrogano, s’impauriscono, si smarriscono. Il buco diventa un crepaccio, poi una voragine, infine una controfuga: 41". Che non sono un dramma, ma molto più di un segnale. Ma c’è dell’altro. Quando il gruppo si frattura, è la Columbia a creare il divario, poi subentra la Skil-Shimano (una squadra di seconda fascia, invitata, dunque più facile da gestire), infine ai -15, proprio quando il vantaggio scende da 35" a 25", comincia a tirare anche l’Astana. Ordine dell’ammiraglia, cioè del team manager Bruyneel. Che tutti dicono molto più vicino ad Armstrong che non a Contador.
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- L'abbraccio tra Mark Cavendish e Lance Armstrong. Ansa
"NESSUNA TATTICA" — La volata non ha storia. Cavendish esalta il lavoro dei compagni e non è neppure vagamente minacciato da Hushovd. Morale: Cancellara è più giallo di prima (Martin a 33"), Armstrong terzo precede Contador quarto di 19" (rispettivamente a 40" e a 59" da Spartacus). Cavendish: "Nessuna tattica. Eravamo davanti per vincere la tappa, per preparare la volata. Poi abbiamo trovato l’aiuto degli altri, che avevano diversi obiettivi. Il nostro segreto è la squadra, fatta di talenti al 100 per cento, poi è lo spirito di squadra, poi il lavoro di squadra. Le vittorie non arrivano per dono divino, arrivano perché si cercano. A me va bene vincere le volate di gruppo, ma anche quelle ristrette. Non sono imbattibile. Si è visto quante volate ho perso un anno fa".
IL SALTO SUL MARCIAPIEDE — Cancellara: "Ancora un giorno in giallo. Si sapeva del caldo, si temeva il vento, si è dimostrato che basta una piccola disattenzione per pagare un ritardo. Avevo avuto un’informazione dall’ammiraglia: sta’ davanti, perché fra 1 km c’è una curva. Ho dovuto saltare su un marciapiede, e così sono riuscito a non farmi staccare, a restare calmo, a salvare energie per la cronosquadre di domani. Anche questo è il ciclismo". Armstrong: "Perché Contador è rimasto indietro? Bisogna chiederlo a lui. Per me una buona giornata. Ho vinto sette Tour, merito rispetto e credito. Davanti abbiamo tirato, perché io ero l’unico uomo di classifica".
NIBALI SI CONSOLA — "Non ero indietro, ma sono rimasto chiuso dallo spartitraffico. Poi il vento laterale ha fatto il resto - commenta Vincenzo Nibali -. Abbiamo contribuito con tre uomini, Vanotti, Sabatini e Willems, nel tentativo di ricucire lo strappo. Giornata negativa, anche se verrebbe da dire ’mal comune, mezzo gaudio’. Comunque, la condizione c’è. E domani cercheremo di arrivare fra le prime cinque-sei formazioni".
dal nostro inviatoMarco Pastonesi
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