L'incredibile racconto di Nico de Corato, autore quasi un anno fa di un'ultra maratona in solitaria a Dubai: l'inizio dei problemi di salute e il calvario prima di scoprirne le cause
Correre un'ultra maratona ¨¨ come correre. Ma pi¨´ lentamente, molto pi¨´ a lungo, e - spesso - da solo. Diventa quindi un viaggio interiore e in particolare quest'ultimo viaggio che ho intrapreso mi ha portato ad esplorare territori che neanche immaginavo. E non parlo di Dubai, anche se proprio in questo straordinario emirato si ¨¨ svolta la mia 140 km di corsa in solitaria, lo scorso 1¡ã dicembre 2018.
LA SFIDA - Vivo negli Emirati Arabi da anni; qui ho trovato la mia dimensione personale e lavorativa. Dubai mi ha dato l¡¯opportunit¨¤ di crescere. Ed ¨¨ per questo che ho deciso di omaggiare il Paese con un'impresa - a detta di molti - altrettanto straordinaria.
Io sono sempre stato uno sportivo e mi piace la corsa, perch¨¦ puoi correre in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo e ti permette di conoscere il territorio. Ma poi ¨¨ diventato il modo di sfidarmi in continuo: in ambienti estremi o su distanze estreme.
140 KM - Per cui dopo la 100 km di corsa in solitaria completata nel 2015, a distanza di 3 anni ho deciso di alzare l'asticella, aggiungendo altri 40 chilometri (l'equivalente di una maratona) a quella che era gi¨¤ una distanza "ultra". Ma non voleva essere solo un'impresa sportiva; ho fortemente voluto un approccio anche culturale,? quindi ho fissato la partenza da un resort nel deserto (laddove la storia
di questi luoghi ha avuto inizio) fino a raggiungere la Union Flag, luogo dove gli sceicchi hanno dato vita agli Emirati Arabi Uniti nel 1971. E ho programmato questa impresa proprio nel giorno in cui gli Emirati Arabi festeggiano il loro National Day: il 2 dicembre, toccando nel frattempo alcuni dei punti iconici della citt¨¤.
Correre per distanze cos¨¬ lunghe in condizioni estreme richiede un allenamento ad hoc. Ci sono 3 aspetti da curare in particolare: la tecnica di corsa, perch¨¦ correre? in deserto pu¨° voler dire sprofondare nella sabbia fino alle caviglie? e devi saper dosare le energie.?
L'idratazione: si beve poco e spesso. Questo ti aiuta anche a dare una cadenza.
I microcicli di sonno: per poter completare corse cos¨¬ lunghe, devi imparare a recuperare in pochi minuti. Ma per quanto uno si possa preparare, l¡¯imprevisto ¨¨ sempre in agguato. Per cui il giorno prima della partenza, mi sono ritrovato con la febbre alta. Uno stress enorme, perch¨¦ questo ha messo a repentaglio la realizzazione dell¡¯evento stesso. Dopo una giornata passata a cercare di recuperare e ore che sembravano non passare mai, l¡¯indomani mi sono svegliato con le prime luci dell¡¯alba, mi sentivo meglio, ho fatto i piegamenti come faccio tutto le mattine, sono riuscito a fare colazione.
Quindi sono andato a svegliare il mio staff e ho annunciato: ¡°ragazzi, si va!¡±
Dopo il green flag del team medico, e con l¡¯adrenalina a mille, parte la mia sfida. E vado avanti, km dopo km. Quando corri per cos¨¬ tante ore, non basta la preparazione fisica, la motivazione, il calore di chi fa il tifo per te. ? un vero e proprio viaggio interiore che ti porta ad affrontare la paura di non farcela, di non saper gestire, di aver sottovalutato l¡¯impresa. Ma poi vedo la citt¨¤ in lontananza, la skyline di Dubai si avvicina. Arriva al museo Crossroads of Civilization, sulle sponde del fiume Creek, che rappresentava l'ultimo check point, solo 4 km prima del traguardo: la Union Flag, che ho raggiunto dopo poco pi¨´ di 23 h.
Nico de Corato
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