E poi ci sono quelli che ¡°finisher¡± non sono riusciti ad esserlo, quest¡¯anno quasi il 40%.
Quando si corre una gara da 330 km, molti dei quali vissuti da soli, di notte, fra le montagne, al freddo, capita a tutti pi¨´ volte di voler mollare. In quei momenti, tutto quello che devi riuscire a fare ¨¨ mettere un piede davanti all¡¯altro, senza pensare a quanto manca per arrivare in cima ad una salita che ti toglie il fiato, o ad una discesa che ti spacca le gambe. Devi riuscire a farti riscaldare dall¡¯alba quando la notte ¨¨ ancora buia, e sapere che potrai riposarti alla base vita, quando ancora mancano troppi chilometri.
A fare la differenza fra chi ci riesce e chi no, in qualche caso sono davvero le condizioni fisiche, ma molto pi¨´ spesso ¨¨ la Voglia di Arrivare In Fondo. Una Voglia che ¨¨ fatta anche di certezza che arriveranno i momenti di magia, che ti faranno dimenticare tutta la fatica, di consapevolezza che sei fisicamente all¡¯altezza, di certezza che tutto questo per te ha un senso che va oltre la gara, ma che ¨¨ anche solo struggente desiderio di concludere quel cerchio che qualcuno ha disegnato in mezzo alle Alpi, e che ¨¨ diventato in qualche modo parte di te.
Senza quella Voglia, non c¡¯¨¨ condizione fisica che ti possa sorreggere per tutto quel tempo, n¨¦ rabbia o orgoglio che possano darti benzina sufficiente ad arrivare al traguardo. Il TOR non si sconfigge e non si conquista, si pu¨° solo volerlo tanto intensamente, da convincerlo ad accettarti fra i suoi ¡°giganti¡±.
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Dario Pedrotti
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