In ogni gara di trail ci sono quei momenti in cui ti viene il sospetto che ad aver capito tutto della vita siano i tuoi figli adolescenti, che passano il fine settimana incastonati nel divano, con lo smartphone saldato alle mani. Lungo la Via degli Abati io ne ho vissuti vari.
La ¡°crisetta¡± del trentesimo chilometro. Succede sempre, che ad un certo punto ti sembri di non aver pi¨´ n¨¦ forza n¨¦ voglia per andare avanti. Se sei allenato, e la gara ¨¨ bella, poi ti passa in fretta. Per¨° quei minuti ti sembrano lunghissimi. Dato che prima o poi la ¡°crisetta¡± arriva, meglio farsela fuori in fretta: io me la sbrigo gi¨¤ prima di un quarto di gara.
La sesta ora di bosco. Bellissimo correre nei boschi a primavera, con le foglie nuove di quel verde commovente. Una magia la prima ora, suggestivo la seconda, piacevole la terza. Verso la sesta ora di bosco pi¨´ o meno uguale, uno arriva ad esserne un po¡¯ stufo. A me almeno capita.
La salita al Monte Lama. Io non so se ¨¨ colpa degli Etruschi, che in queste zone regnavano in tempi remoti e magari conoscevano solo le linee rette, o degli Abati, che dovevano donare al Signore le loro sofferenze, ma perch¨¦ da queste parti per salire su un monte non posso fare dei bei sentieri a curvette e tornantini come su da me in Trentino? Affrontare la massima pendenza dritto per dritto ¨¨ un¡¯usanza davvero sgradevole, che soprattutto dalle parti del Monte Lama, mi fiacca gambe e morale. Bellissimo il panorama da sopra, ma a che prezzo.
La ripartenza dalla base vita. Nelle gare di trail pi¨´ lunghe ci sono le ¡°basi vita¡±. Sono dei ristori un po¡¯ pi¨´ forniti, dove trovi la sacca che gli organizzatori ti hanno portato fino a l¨¬, con le cose di cui tu pensavi di aver bisogno durante il percorso. In questa gara si trova a met¨¤ percorso. Bellissimo arrivarci dopo pi¨´ di 60 km, molto meno ripartire, sapendo che te ne rimangono ancora altrettanti.
Dario Pedrotti(Continua nella prossima scheda)
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