RUNNING
Caos scarpe, un caso senza soluzione: ma Kipchoge non le user¨¤ a Tokyo
Alla fine la montagna ha partorito il classico topolino. Il tormentone delle scarpe "volanti" che hanno permesso un incremento incontrollato delle prestazioni?di alcuni atleti di ¨Ślite e promettono di mettere le ali ai piedi degli amatori si arricchisce di un nuovo capitolo che smentisce le precedenti previsioni avanzate dai giornali britannici: a quanto pare World Athletics, la federazione internazionale, non bandir¨¤?subito le scarpe dei record, in particolare le Nike Vaporfly con cui il keniano Eliud Kipchoge ¨¨ sceso ufficiosamente sotto il muro delle due ore in maratona, ma si limiter¨¤ a vietare l'introduzione di nuovi prototipi in attesa di studi pi¨´ accurati. LĄŻidea?¨¨ di imporre una sospensione temporanea fino a Tokyo 2020 che comunque impedirebbe a Kipchoge e compagni di usarle allĄŻOlimpiade in Giappone. Nessun provvedimento retroattivo, quindi, visto che si prestano sempre a lunghe beghe legali. La fotocopia di quello?che era gi¨¤ successo con i costumoni del nuoto che hanno creato una nuova barriera di record imbattibili in tempi brevi prima di voltare pagina. E con buona pace di Paula Radcliffe, la britannica che aveva perso il suo leggendario record del mondo (2h12'25")?a favore della keniana Brigid Kosgei (2h14'24" a Chicago), aiutata (o no?) dalle nuove scarpe super veloci. Un bel guazzabuglio che ci saremmo evitati tutti (sicuramente anche World Athletics), che lascia ulteriori incognite sul mercato al dettaglio (pare che?qui non ci saranno restrizioni perch¨Ś le scarpe veloci non hanno effetti dannosi) in attesa di un chiarimento definitivo per il quale dovremo aspettare l'Olimpiade di Tokyo. Pi¨´ che di doping tecnologico, termine troppo forte per aziende che fanno bene il?loro lavoro, qui dobbiamo parlare di confusione tecnologica. Questa sicuramente non fa bene a nessuno.?
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