L'ultrarunner e coach Francesco Gentilucci spiega i vantaggi di correre con scarpe con drop basso e ampio spazio per le dita
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C¡¯¨¨ una filosofia nel mondo del running che guarda con nostalgia al passato, quando le scarpe erano minimali (una volta si chiamavano A0) o si correva addirittura scalzi e gesti e movimenti erano molto pi¨´ vicini a quelli primitivi. Gli anni e l¡¯evoluzione delle calzature hanno incrementato sempre pi¨´ il divario tecnico tra i mondi del running ¡°tradizionale¡± e la corsa naturale, ma hanno dato anche la possibilit¨¤ ad aziende che hanno sposato la filosofia ¡°senza condizionamenti¡± che caratterizza il ¡°natural running¡± di aprirsi a un mercato di appassionati esigente e competente. E cos¨¬, dopo aver sposato la filosofia minimalista di Vibram (di cui ¨¨ stato presidente Usa), l¡¯imprenditore americano Tony Post ha fondato Topo Athletic con l¡¯obiettivo di sviluppare calzature che esaltassero e rispettassero le capacit¨¤ naturali del piede.

Topo Ultraventure 2
¡ª ?L¡¯ultima arrivata in casa Topo ¨¨ la Ultraventure 2, una scarpa con un drop (la differenza di altezza tra tallone e avampiede) di 5 mm, nata per rispondere alle esigenze dei trail runner sulle lunghe distanze, ma anche dei camminatori che vogliono il giusto comfort, in particolar modo sui tracciati misti. L¡¯ampio spazio in punta, che permette alle dita di muoversi e allargarsi naturalmente secondo la distintiva filosofia del marchio americano, ¨¨ equilibrato dall¡¯avvolgente parte centrale che tiene ben saldi piede e tallone. Con Ultraventure 2 il piede acquista controllo e stabilit¨¤ ottimali nel ciclo del passo, caratteristiche garantite dall¡¯intersuola in 3 pezzi ZipFoam a densit¨¤ differenziata, pi¨´ morbida vicino al piede e pi¨´ reattiva sul fondo, dal collare imbottito alla caviglia e dal contrafforte esterno in TPU, dotato di attacchi specifici per le ghette.?
I vantaggi del drop basso
¡ª ?Ma che vantaggio pu¨° dare il drop basso in termini di performance? Francesco Gentilucci, classe 1987, da pi¨´ di dieci anni corre, ¨¨ un ultrarunner (in particolare 100 miglia), allenatore e grande appassionato di storia e cultura del movimento della corsa sulle lunghe distanze. ¡°In termini scientifici ¨C spiega ¨C si va a rendere la camminata molto pi¨´ naturale, andando a stressare meno articolazioni, muscoli e tutto il sistema tendineo. In termini di utilizzatore posso dire che si ha la sensazione di maggior contatto col terreno, maggiore sensibilit¨¤ e propriocezione del piede e quindi di tutto il corpo in generale. La corsa diventa pi¨´ divertente, anche perch¨¦ l¡¯obsoleta equazione ¡®pi¨´ km, quindi pi¨´ drop¡¯ ¨¨ ancora pi¨´ insensata nella corsa trail, dove gli appoggi sono sempre diversi e dove il contatto col terreno ¨¨ fondamentale, in qualsiasi condizione climatica¡±. Ma c¡¯¨¨ anche un¡¯altra caratteristica che Gentilucci sottolinea, lo spazio ampio per le dita dei piedi. ¡°Credo che la comodit¨¤ non sia un optional ma un elemento fondamentale di una scarpa da ultra-running. Dopo tantissime ore sulle gambe riuscire a non perdere la sensibilit¨¤ delle dita e dei piedi in generale pu¨° essere determinante, soprattutto nell¡¯ultima parte di gara, a prescindere dall¡¯essere atleti di alto livello o amatori che puntano solo ad arrivare in fondo¡±.

Come scegliere la scarpa da trail
¡ª ?Quando, dunque, arriva il momento di scegliere la nuova scarpa da trail running, il primo consiglio ¨¨ sempre quello di affidarsi a rivenditori specializzati. ¡°Poi ¨C conclude Gentilucci ¨C bisogna valutare prima la forma della scarpa e poi il brand che la produce. E cercare qualcosa che sia comodo per i propri piedi e che regali una bella sensazione, anche quando l¡¯abbiamo indosso. Io solitamente cerco scarpe comode, ben rifinite e affidabili. Raramente cambio una scarpa perch¨¦ mi annoia, ma di solito solo dopo averla sfruttata per circa un migliaio di chilometri. Per quanto riguarda il grip, credo che l¡¯affidabilit¨¤ di una scarpa dipenda molto dal nostro stile di corsa, nonch¨¦ dalle nostre particolari esigenze. Non credo che esista la scarpa che tiene sempre e comunque, ma solo quella che ci fa sentire a nostro agio nelle pi¨´ svariate condizioni e che quindi riusciamo a sfruttare al meglio¡±.
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