La divisione sudamericana del gruppo anticipa l'arrivo di una nuova generazione di vetture a doppia motorizzazione pronte per essere alimentate a bio combustibile
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Un tassello importante che completa il piano industriale presentato lo scorso 1¡ã, ma anche uno sguardo a quello che potrebbe essere lo sviluppo dei motori a combustione oltre la prospettiva europea, che ne prevede l'abbandono entro la fine del decennio. Stellantis sta valutando l'avvio della produzione di una nuova generazione di vetture ibride che vedono affiancata la componente elettrica a quella termica non a benzina, bens¨¬ ad etanolo. Questo l'annuncio di Antonio Filosa, Chief Operating Officer di Stellantis per i mercati del Sud America, che ha anticipato il lancio di 16 nuovi modelli nella regione, con un totale di sette vetture destinate ad ospitare una alimentazione a batteria, affiancate da modelli equipaggiati con un sistema di trazione ibrida a biocombustibile. ¡°Nel 2025 dovremmo poter essere in grado di proporre questo tipo di tecnologia¡± ha ribadito Filosa, aggiungendo che ancora non esiste un calendario con scadenze prefissate. Aiuta ricordare che Fiat produce da decenni auto di serie alimentate ad etanolo per il mercato brasiliano: il primo modello ¨¨ stato la Fiat 147, che ha debuttato il 5 luglio 1979. La novit¨¤ pi¨´ recente ¨¨ nella motorizzazione 1.0 Turbo 200 Flex 3 cilindri destinata allo Sport Utility compatto Fiat Pulse, non destinato per ora all'Europa ma in grado di fornire una potenza di 130 Cv se alimentato ad etanolo oppure 125 Cv quando utilizzato a benzina.
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Orizzonte verde
¡ª ?¡°L'etanolo ¨¨ molto importante in Brasile e sta crescendo in tutta l'America Latina, ma soprattutto sta guadagnando consenso anche in altre regioni come l'India¡± ha ricordato Antonio Filosa, aprendo inevitabilmente un nuovo scenario che completa quello del piano industriale presentato da Stellantis, che prevede il lancio di 75 modelli a batteria in arrivo sul totale di 100 novit¨¤ previste entro il 2030. Proprio l'utilizzo di etanolo su larga scala supporterebbe la netta divisione fatta da Carlos Tavares sugli obiettivi in termini di emissioni da raggiungere per quella data, con la riduzione del 100% prevista in Europa a cui si abbina in effetti un taglio del 50% complessivo sugli altri mercati. Protagonista naturalmente il bioetanolo, ovvero prodotto attraverso la fermentazione di mais e canna da zucchero, e non l'etanolo di origine petrolchimica. Assieme al biodiesel rappresenta una frontiera di sviluppo molto promettente. Secondo le pi¨´ recenti analisi dell'Agenzia Internazionale per l'Energia, la produzione di biocarburanti segner¨¤ un aumento del 25% alla fine del quinquennio 2019-2024, con una posizione di forza che attualmente appartiene al complesso dei Paesi dell'America del Nord e del Sud. Ad oggi, Stati Uniti e Brasile detengono una quota del 40% nei biocombustibili, ma l'Agenzia Internazionale per l'Energia sottolinea la crescita esponenziale prevista di Paesi come Malesia e soprattutto Cina, dove la produzione di bioetanolo ¨¨ cresciuta del 50% nel solo 2021 e sembra destinata a soddisfare entro il 2024 ben il 10% della domanda nazionale di carburanti.
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