E poi c¡¯¨¨ lui, l¡¯ex bestia nera. Daniil Medvedev ¨¨ stato il primo tab¨´ sfatato da Sinner negli ultimi mesi (poi ¨¨ toccato a Djokovic e Rune in questi giorni) ed ¨¨ accaduto per ben due volte, nelle finali di Pechino (7-6 7-6) e Vienna (7-6 4-6 6-3). Partite interpretate in modo diverso da Jannik: con variazioni e discese a rete la prima, restando a lottare da fondo nella seconda. Un doppio successo che ¨¨ stata una spinta enorme per l¡¯altoatesino, in grado nel primo caso di trovare la chiave tattica per battere il russo e nel secondo di avere la meglio pur restando nel terreno preferito dell¡¯avversario. Ha sfiancato Medvedev da fondo, impresa possibile solo con una forma fisica straordinaria. Ecco che Daniil ora farebbe meno paura, anche se resta un demone del tennis: affrontarlo ¨¨ sempre un trappolone. Si piazza metri fuori dal campo ("Adoro questo campo, c¡¯¨¨ tanto spazio per poter stare indietro" ha dichiarato dopo la vittoria con Zverev), fa partire lo scambio e induce all¡¯errore. Ti entra in testa, Sinner ¨¨ riuscito a liberarsene. Jannik ha giocato serve and volley con parsimonia in queste prime partite, l¡¯impressione ¨¨ che con Medvedev si presenterebbe a rete pi¨´ spesso, soprattutto dopo il servizio a uscire da destra. Con Rune in un paio di occasioni lo ha fatto. E poi ci sarebbe bisogno di far muovere l¡¯avversario, solidissimo soprattutto dalla parte del rovescio: ecco che i lungolinea possono essere una chiave preziosa, che Jannik possiede. Bisognerebbe prendersi rischi: i match contro Djokovic e Rune, in questo senso, fanno ben sperare. Insomma: il rebus ¨¨ stato risolto, ora la prospettiva di affrontare Medvedev ¨¨ meno inquietante. Anche se Daniil, sui campi cos¨¬ veloci, resta uno dei migliori del mondo.
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