Berrettini si racconta a Sportweek: "Ispiro i giovani, e da Parigi riporter¨° un oro"
Il finalista di Wimbledon si racconta sul nostro magazine e ricorda la sua estate magica: "E non ¨¨ mica finita qui"
Elisabetta Esposito
Dopo una finale cos¨¬ sull’erba di Wimbledon, la pi¨´ famosa del mondo, contro un mostro sacro come Djokovic, nulla pu¨° essere come prima. "Molta pi¨´ gente mi riconosce per strada, ¨¨ vero. Tanti ragazzini mi seguono e questo non ha prezzo. Credo accada quando si riesce a trasmettere qualcosa che va oltre una pallina mandata al di l¨¤ di una rete. Sapere di essere un esempio, ispirare i giovani ¨¨ una delle cose che mi rendono pi¨´ orgoglio". Assaggi di notoriet¨¤ vera che Matteo Berrettini vuole gestire con intelligenza e senza correre il rischio di cambiare neanche un centimetro di quello che ¨¨. Ma che inevitabilmente si traducono in nuove pressioni.
Gioie e dolori
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Luned¨¬ sui leggendari campi di Flushing Meadows a New York iniziano gli Us Open e tutti gli occhi saranno puntati su di lui, il primo italiano finalista a Wimbledon che ora punta a vincere il suo primo Slam. E ammette: "Le pressioni si sentono, ma va bene cos¨¬. Vuol dire che ho fatto risultati importanti". Romano, classe 1996, numero 8 al mondo, bello, forte e ora anche consapevole. Il giovane talento del tennis italiano, dopo la cavalcata a Londra, ha lavorato sodo per raggiungere quello che chiama "un nuovo importantissimo appuntamento".
E a Sportweek, nel numero che esce domani, sabato 28 agosto, racconta la sua estate, che resta bellissima nonostante la lesione al quadricipite che l’ha costretto a rinunciare a Tokyo: "Non partecipare ¨¨ stata sicuramente la delusione pi¨´ importante della stagione. Era il mio sogno, da quando ero bambino". Si ¨¨ svegliato all’alba per seguire gli azzurri, ha sofferto e gioito: si ¨¨ esaltato per Paltrinieri, ha perso la voce per Tamberi e la 4x100. E si inchina davanti a Jacobs: "Ha fatto qualcosa di allucinante, non ci rendiamo ancora bene conto". Lui, prover¨¤ a rifarsi all’Olimpiade di Parigi e promette sin da ora: "Torner¨° con un oro". Ma prima c’¨¨ New York e l’uomo da battere resta sempre lui, Novak Djokovic, ma non c’¨¨ solo Djokovic. "Il cemento ¨¨ la superficie su cui c’¨¨ maggior lotta, sar¨¤ un torneo duro e io giocher¨° ancora un punto alla volta, ma non regaler¨° una singola palla". In mezzo molto altro da ricordare, compreso Wembley, l’incontro con il Presidente Mattarella e la sfilata sul pullman degli azzurri di Mancini: "Giorni ed emozioni pazzesche, indimenticabili".
Fuori dal campo
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E poi la vita oltre il tennis. La passione per il cinema e Quentin Tarantino, la ricerca della felicit¨¤ nelle piccole cose: una birra con gli amici, un viaggio al mare con la fidanzata e collega Ajla Tomljanovic, che vive con lui a Montecarlo e "sa comprendermi e tranquillizzarmi sempre". Le cazzate, le paure e i progetti per il futuro. Tanti e importanti. Insomma, Berrettini a tutto campo e a cuore aperto. Simpatico e carichissimo. Cincinnati ¨¨ stato solo un riscaldamento, ora lo Slam. "? un’estate bellissima e non ¨¨ ancora finita".