Lo sloveno firma 21 punti e segna la tripla decisiva contro Portland: i Mavericks alla quinta vittoria su sei partite. I Bulls aprono l’era di coach Boylen con una sconfitta a casa dei Pacers
Luka Doncic continua a incantare: i suoi 21 punti, con la ciliegina della tripla decisiva che spezza le gambe ai Blazers, fanno volare Dallas. I texani si godono il gioiellino sloveno mentre strappano la quinta vittoria in 6 partite. L’era di Jim Boylen come capo allenatore dei Bulls si apre con una sconfitta sul parquet dei Pacers. I Magic si prendono il derby della Florida contro gli Heat. Disastro Suns: i Kings sorridono.
Dallas Mavericks-Portland Trail Balzers 111-102 —
Dopo sole 22 gare in Nba, Luka Doncic sembra aver trovato il suo marchio di fabbrica, quello che lo sta gi¨¤ consegnando nell’¨¦lite della Lega dopo aver incantato in Europa: la tripla in step back. Mancano solo 59” alla sirena finale del match quando il fenomeno sloveno bacia la retina con una magia dall’arco dei 3 punti dal palleggio che spegne le speranze dei Blazers (13-11) e regala ai suoi Mavericks (12-10) la seconda vittoria consecutiva, la nona nelle ultime 11 uscite. Il tutto mettendo in cassaforte l’11esima prestazione individuale con almeno 20 punti e tabellino (chiude con 21 in 32 minuti). Se questa Dallas sembra sempre pi¨´ la squadra di Doncic, coach Carlisle pu¨° sorridere, sia godendosi il suo gioiellino, sia guidando un gruppo che continua a trovare risposte importanti da ogni suo membro. Tutto lo starting 5 termina il match in doppia cifra, mentre la second unit, con JJ Barea, Dwight Powell e Maximilian Kleber su tutti, impatta in maniera decisiva a cavallo tra 3¡ã e 4¡ã quarto, scavando un solco letale per Portland. ? tutta nella forza del collettivo la differenza tra le due squadre: i Blazers si ritrovano, al solito, trascinati da un super Damian Lillard (33 punti con 10/23 dal campo, 8 rimbalzi e 8 assist) e con CJ McCollum (18) a fare da secondo violino di lusso. Il resto, Al-Farouq Aminu (12+13 rimbalzi) a parte, ¨¨ ben poca roba. Dame si carica i compagni sulle spalle nel 2¡ã tempo, cercando di mettere le pezze ai brutti 24 minuti iniziali, chiusi con i padroni di casa avanti 60-45. Il primo break a favore di Portland arriva nel 3¡ã quarto, quando Lillard e Aminu guidano al nuovo -9 (79-70). La risposta di Dallas arriva per mano dei panchinari: le triple di Powell e di Finney-Smith rispondono ricacciano i Balzers sul 92-73 a 11’ dalla sirena. Portland si affida di nuovo a Lillard per un parziale di 20-8 per il 100-93 che riapre i giochi con 4’ sul cronometro. Ma la rimonta si ferma qui. Dall’altra parte sale in cattedra Doncic, con 5 punti decisivi in poco pi¨´ di 1 minuto (compresa la tripla del 108-99 a 59” dalla fine) che non lasciano scampo alla formazione di coach Stotts, costretto a fare i conti con il sesto ko in 7 uscite.
Dallas: Doncic 21 (4/10, 2/4 da 3, 7/9 tl), Matthews 17, Jordan, Smith Jr 12. Rimbalzi: Jordan 17. Assist: Smith Jr 9
Portland: Lillard 33 (8/15, 2/8 da 3, 11/12 tl), McCollum 18, Turner 13. Rimbalzi: Aminu 13. Assist: Lillard 8
Indiana Pacers-Chicago Bulls 96-90 —
L’avventura di Jim Boylen nel nuovo ruolo di head coach dei Bulls (5-20) non inizia nel migliore dei modi. Chicago finisce al tappeto sul parquet dei Pacers (14-10) e colleziona la sconfitta numero 7, l’undicesima nelle ultime 12 partite. La luce in fondo al tunnel sembra ancora lontanissima per i Bulls, colpiti dove fa pi¨´ male dalla doppia doppia di Myles Turner (massimo stagionale di 18 punti con 11 rimbalzi) e dall’ottima prova di Darren Collison (23 punti e 8 rimbalzi), in missione per far passare in secondo piano l’assenza di Victor Oladipo. Dopo un primo tempo passato sui binari dell’equilibrio a Indiana basta sfiorare l’acceleratore per trovare il break che lascia al palo gli avversari: il parziale di 14-4 a cavallo tra terza e quarta frazione ricaccia i Bulls sul -6 (75-69) con 10’ rimasti sull’orologio. Chicago, per¨°, non riesce a trovare il giusto ritmo per provare l’attacco al match. Il timido tentativo di rimonta viene vanificato dai colpi decisivi dei soliti Turner e Collison, che firmano il 90-85 a 1’ dalla sirena finale. Inutili i 21 punti in 32’ di Lauri Markkanen, il migliore di casa Bulls.
Indiana: Collison 23 (3/3, 3/4 da 3, 8/8 tl), Turner 18, Bogdanovic 14. Rimbalzi: Turner, Sabonis 11. Assist: Turner, Collison, Holiday, Joseph 3
Chicago: Markkanen 21 (3/11, 5/13 da 3), Holiday 15, LaVine 13. Rimbalzi: Carter Jr 13. Assist: LaVine 9
Miami Heat-Orlando Magic 90-105 —
Dopo 2 vittorie consecutive che sembravano poter dare un po’ di stabilit¨¤ a questa traballante prima parte di stagione, gli Heat (9-14) crollano sul parquet di casa in una brutta prova nel derby della Florida contro i Magic (12-12). Miami rovina tutto nella ripresa, quando il blackout lascia al buio la squadra di coach Spoelstra. Orlando ne approfitta, affidandosi a un super Aaron Gordon: 16 dei suoi 20 punti totali (impreziositi da 13 rimbalzi) arrivano nel 3¡ã quarto, quando prende per mano i compagni guidandoli dal -4 toccato alla sirena dell’intervallo (50-46) fino al +14 (76-62) in chiusura della frazione. Scarto sufficiente per gettare Miami nel caos, incapace di trovare la reazione dopo i soli 12 punti totali messi a referto nel terzo periodo. I tifosi abbandonano il palazzetto in anticipo, come Hassan Whiteside (12+9 rimbalzi), che lascia il parquet in direzione spogliatoi con la partita ancora in corso. Inutili gli 11 punti e 4 assist di Dwyane Wade.
Miami: Winslow 14 (4/9, 2/4 da 3), Olynyk 13, Whiteside 12. Rimbalzi: Whiteside 9. Assist: Richardson 5
Orlando: Gordon 20 (4/13, 3/3 da 3, 3/4 tl), Vucevic, Ross 19. Rimbalzi: Gordon 13. Assist: Gordon, Augustin 5
Phoenix Suns-Sacramento Kings 105-122 —
I Kings (12-11) trasformano la trasferta a Phoenix in una passeggiata sui malcapitati Suns (4-20) per centrare il secondo successo consecutivo e tornare cos¨¬ in striscia positiva. Tutta facilissimo per i californiani: la gara dei Suns dura solo 12 minuti, quelli di un orribile 1¡ã quarto chiuso con soli 9 punti realizzati (col 3/17 dal campo) e con ben 36 concessi agli avversari. Le speranze dei padroni di casa sono gi¨¤ svanite alla prima sirena della gara. Privi di Devin Booker (ai box per un problema al bicipite femorale sinistro) la rimonta ¨¨ una vera e propria mission impossible. Dall’altra parte i Kings, sulle ali di Buddy Hield (20) e De’Aaron Fox (16), volano sul 68-40 all’intervallo, con il risultato gi¨¤ in ghiaccio. Nella ripresa Phoenix mangia qualche punto ma senza mai impensierire gli ospiti. Inutile il career high di 21 punti del rookie De’Anthony Melton.
Phoenix: Melton 21 (6/8, 3/4 da 3), Ariza, Jackson Jr 14. Rimbalzi: Holmes 10. Assist: Melton, Crawford 5
Sacramento: Hield 20 (4/8, 3/5 da 3, 3/4 tl), Fox 16, Bogdanovic 14. Rimbalzi: Bjelica 7. Assist: Fox 7
Andrea Grazioli
© RIPRODUZIONE RISERVATA