Il presidente rossonero a margine dell'assemblea degli azionisti: "Impedirci di giocare a porte chiuse decisione incomprensibile, ingiusta, immotivata. Ci ha creato un grave danno"
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Paolo Scaroni, presidente del Milan, a margine dell'assemblea degli azionisti torna sul caso-Bologna, con il rinvio della partita di sabato che ha obbligato il Milan a giocare con il Napoli senza Theo Hernandez e Reijnders, squalificati. "Io sono furioso perch¨¦ ¨¨ stata presa dal sindaco di Bologna una decisione incomprensibile, ingiusta, immotivata, non tanto sul fatto della chiusura dello stadio in presenza di un¡¯alluvione. Questo lo capisco bene. Parlo della decisione di impedirci di giocare la partita a porte chiuse, tenuto conto che sono stati permessi altri eventi a porte chiuse a Bologna". Nel mirino c'¨¨ Matteo Lepore, il sindaco di Bologna che prima ha spinto per il rinvio, poi ha preso la decisione: "Il sindaco pu¨° decidere quello che vuole, noi siamo rispettosi per definizione davanti a un¡¯istituzione, per¨° questa ¨¨ stata una decisione iniqua, che ci ha creato un grave danno". Da qui si arriva alla minaccia di azioni legali: "Consideriamo che ci siano tutti i presupposti per mettere in discussione la legittimit¨¤ dell¡¯ordinanza del sindaco. Questa decisione la stiamo guardando da tutti i punti di vista. Non abbiamo intenzione di rimanere inerti".

il danno economico
¡ª ?Scaroni ha spiegato nel dettaglio il suo punto di vista: "Tutte le decisioni delle autorit¨¤ pubbliche possono essere suscettibili di dubbi sulla legittimit¨¤, possono anche non essere legittime. Oltre a essere incomprensibile (non si capisce perch¨¦ non si possa giocare a porte chiuse), ¨¨ iniqua. Quando si mette in discussione la legittimit¨¤ si entra nel mondo del risarcimento del danno. Il danno da noi ricevuto ¨¨ molto difficile da quantificare, ma non c¡¯¨¨ dubbio che costringerci a giocare non prima di febbraio una partita ci crea un problema non da poco. Stiamo esaminando questo tema".
Gazzetta dello Sport
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