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Approccio, stile, frecciatine, gestione: Conte-Inzaghi, la guerra dei mondi
La freccia di Cupido svolazz¨° sul cielo piacentino il giorno di San Valentino del 1999, ma quel pomeriggio non colp¨Ź nessuno, anzi, pass¨° oltre e centr¨° un altro petto. Simone Inzaghi e Antonio Conte hanno incrociato lo sguardo per la prima volta 26 anni fa, durante un Piacenza-Juve vinto dai bianconeri. Era la prima di Carlo Ancelotti, Inzaghi aveva 23 anni e Conte teneva per mano la Signora con la fascia al braccio. Un pomeriggio ombroso per Simone, uscito con un 5 in pagella e con un giallo per simulazione, pi¨´ prolifico per Antonio, protagonista con un 6,5 di qualit¨¤ e sostanza. Occhio alla data: era il 14 febbraio.?
la guerra dei mondi
ĄŞ ?Ora le strade si sono incrociate di nuovo, e per la seconda volta cĄŻ¨¨ di mezzo uno scudetto. Il primo nel 2000, da calciatori, su unĄŻasse soleggiata e piovosa tra Perugia e Roma, lĄŻultimo questĄŻanno, con il testa a testa tra Inter e Napoli. Una guerra dei mondi dove sul campo finisce di tutto: dialettica, frecciatine, conferenze a distanza dove ci si punzecchia, due stili di gioco diversi. Il destino li ha messi lĄŻuno contro lĄŻaltro per la prima volta nel giorno in cui si festeggia lĄŻamore, ma la loro non ¨¨ una storia da "cĄŻeravamo tanto amati", come raccontava Ettore Scola. Inzaghi e Conte questĄŻanno si sono lanciati diverse frecciatine, anche se il pomo della discordia lo lanci¨° Daniele, fratello di Antonio, reo di aver scritto sui social una frase contro lĄŻallenatore nerazzurro: "CĄŻ¨¨ chi scrive la storia e chi la legge". In riferimento allĄŻimpossibilit¨¤ di ĄŽMone di centrare il record di 102 punti in Serie A realizzato da Conte.
approcci diversi
ĄŞ ?Inzaghi ha nascosto la risposta sotto la sabbia e lĄŻha tirata fuori al momento opportuno, dopo aver centrato gli ottavi di Champions per la quarta volta di fila: "Io ho 25 giocatori di cui sono innamorato e che non cambierei mai. Vedere lĄŻInter in mezzo a queste big mi ha reso fiero, cos¨Ź come mi rende fiero il grande percorso di questi tre anni e mezzo. Considerando che i nerazzurri non andavano agli ottavi da dieci anniĄ". Una stilettata al breve regno di Antonio, eliminato ai gironi per due stagioni consecutive. Il resto ¨¨ un viaggio di due strade parallele. Di due mondi cos¨Ź vicini in classifica ma cos¨Ź distanti in campo, nei modi e nei toni, nella gestione della partita e del gruppo, mai incrociati. Inzaghi ¨¨ un istintivo. Uno che per i giocatori ¨¨ un padre o un fratello maggiore. Per Dimarco ¨¨ un "mister sottovalutato", per Mkhitaryan "quasi un amico", per Lautaro "uno a cui devi il tutto e per tutto". Conte ¨¨ un tenente colonnello tuttĄŻaltro che aziendalista, invece. Per lui la vittoria ¨¨ unĄŻossessione e non ne ha mai fatto mistero: "Odio perdere, mi fa diventare feroce". I suoi allenamenti estivi se li ricorda chiunque, dalla Juve al Napoli. Borriello ha raccontato di aver vomitato a met¨¤ campo per lo sforzo: "Con lui sono arrivato a 196 battiti. Era appena prima dellĄŻinfarto". Stephan Lichtsteiner ha svelato un altro punto focale del Contismo: "Ci diceva sempre la stessa cosa: se vuoi vincere devi essere un figlio di puttana".
verso marzo
ĄŞ ?Nel bagaglio di Conte cĄŻ¨¨ la nomea di vincente: ha traghettato Bari e Siena in Serie A, ha vinto tre scudetti con la Juve, una Premier con il Chelsea, un altro tricolore con lĄŻInter e una manciata di coppe sparse tra Inghilterra e Italia. Inzaghi ¨¨ partito dalle giovanili e si ¨¨ preso la Lazio dopo il dietrofront di Bielsa. Ha costruito una delle rose biancocelesti pi¨´ forti dai tempi dello scudetto e lĄŻha fatto con due ingredienti: la gestione del gruppo e il 3-5-2 (anche se il primo anno utilizzava il 4-3-3). Conte ha raccolto la sfida di De Laurentiis ed ¨¨ in lotta per lo scudetto. Domani si ritroveranno l'uno contro l'altro per la sesta volta: un successo per Simone, due per Conte e due pareggi. Al Maradona non ci saranno frecce da scagliare.
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