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Intercettazioni e sentenze
Cinque anni di Calciocaos
La storia dell'inchiesta che ha scoperchiato gli scandali del calcio italiano: dalle prime intercettazioni del 2004 (ma rese note nel 2006) alla retrocessione della Juventus, dal mistero delle schede telefoniche svizzere alle condanne di oggi
ROMA, 14 dicembre 2009 - Dalla scoperta delle intercettazioni alle condanne di oggi con i tre anni inflitti a Giraudo dal Giudice per le indagini preliminari di Napoli. Il coperchio sul pentolone degli scandali nel calcio italiano è stato sollevato per la prima volta nel 2004, in seguito ad alcune intercettazioni operate dai tribunali di Torino e Napoli nei confronti delle dirigente di Juventus, Fiorentina, Lazio e Milan. Nel mirino degli investigatori anche, in un secondo filone d'indagine, anche Reggina e Arezzo. Ma della vicenda si apprende solo due anni più tardi, il 2 maggio 2006.
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- Luciano Moggi al Palazzo di Giustizia di Napoli. Ansa
gli accusati — L'accusa principale per la giustizia sportiva - mentre le procure di Napoli e Roma per altre vie proseguono le loro indagini - per i grandi indagati è di illecito sportivo, finalizzato all'aggiustamento delle designazioni arbitrali, alla corruzione o all'intimidazione per favorire alcune squadre, ma si parla anche di frode sportiva. Le accuse coinvolgono Luciano Moggi e Antonio Giraudo per la Juventus; i patron della Fiorentina, Diego Della Valle, e della Lazio, Claudio Lotito; il presidente della Reggina, Pasquale Foti; l'addetto agli arbitri per conto del Milan, Leonardo Meani. Coinvolti nello scandalo anche i due designatori arbitrali dell'epoca, Pierluigi Pairetto e Paolo Bergamo, oltre ad alcuni arbitri, soprattutto Massimo De Santis, ma anche Paolo Dondarini, Paolo Bertini, Domenico Messina, Gianluca Rocchi, Paolo Tagliavento e Pasquale Rodomonti. Accusati gli stessi vertici della Federcalcio, in particolare Franco Carraro e Innocenzo Mazzini; dell'Aia, come Tullio Lanese. Tutti vengono deferiti al Giudice sportivo.
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- L'ex arbitro Tullio Lanese, condannato a 2 anni di reclusione. Ansa
le condanne sportive — Il 2 maggio del 2006 escono i primi nomi dei personaggi coinvolti nelle intercettazioni: sono quelli di Moggi, Giraudo, Pairetto. L'11 maggio il Cda della Juventus rimette il proprio mandato agli azionisti. Il processo sportivo è veloce: il procuratore federale Stefano Palazzi chiederà durissime pene per gli imputati, quella di retrocessione in C per la Juventus piomba sul ritiro della nazionale ai Mondiali. Il 19 maggio il ct azzurro Marcello Lippi è ascoltato dai pm dell'inchiesta romana sulla Gea, in pieno svolgimento del ritiro per i Mondiali in Germania. Parte dell'opinione pubblica ne chiede le dimissioni per il coinvolgimento del figlio Davide, procuratore, nell'inchiesta romana. Il 14 luglio la prima sentenza sportiva: Juventus retrocessa in B con 30 punti di penalizzazione, revocati due scudetti; Milan -44 punti per il campionato finito, Fiorentina e Lazio meno 30, inibizioni a raffiche per i dirigenti: Moggi e Giraudo 5 anni e proposta di radiazione, Della Valle 4 anni, Carraro 4 anni e sei mesi, Pairetto e Lanese 2 anni e sei mesi. Il 26 luglio 2006, all'indomani delle sentenze di secondo grado, la Figc assegna lo scudetto 2005/2006 all'Inter. Lo scudetto 2004/2005 viene revocato alla stessa Juve e rimane non assegnato. In appello sportivo, la Juve si vede ridurre la penalizzazione da 30 a 17 punti, la Fiorentina a -19, la Lazio a -11; ridotte anche le squalifiche di Galliani (9 mesi), Della Valle (3 anni e 9 mesi). Per Carraro solo una multa da 80 mila euro e i 5 anni a Moggi e Giraudo.
il mistero delle schede telefoniche — Nel marzo 2007 spunta un secondo filone d'inchiesta, legato al traffico di schede telefoniche svizzere tra Moggi e alcuni arbitri, sulla base dell'inchiesta di Napoli; la Juve patteggia e viene multata di 300 mila euro, divisi in tre rate da 100 mila annui; gli arbitri coinvolti, Paolo Bertini, Gianluca Paparesta e Tiziano Pieri, sospesi in via cautelare nell'aprile 2007 e in maniera definitiva dall'Aia nel luglio 2008. Nell'ottobre 2008 Moggi e altri 25 imputati vengono rinviati a giudizio. Il processo comincia il 20 gennaio 2009. Il giudice proscioglie l'ex presidente Carraro e l'ex segretario Figc Francesco Ghirelli. Oggi la condanna a tre anni di reclusione per Antonio Giraudo nell'ambito del procedimento nei confronti degli imputati che hanno scelto il rito abbreviato. L'accusa aveva chiesto, per l'ex dirigente juventino, 5 anni. Inflitti due anni di reclusione ciascuno anche all'ex presidente dell'Aia Lanese e all'ex arbitro Dondarini, due anni e quattro mesi è la condanna per l'ex arbitro Pieri.
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